PIANO REGOLATORE PORTUALE: OCCASIONE PER GENOVA

Questo pomeriggio abbiamo assistito alla presentazione dello schema del nuovo piano regolatore portuale. La discussione è un importante momento di condivisione e confronto sulla visione e il futuro della prima industria della nostra città : il porto. Una proposta articolata in funzione delle diverse anime e vocazioni del porto di Genova che vede convivere molteplici attività legate all’industria, alla logistica, al turismo, al trasporto, al deposito  etc Una complessità di esigenze e di interessi con l’obiettivo comune di sviluppare le proprie attività, valorizzare le proprie competenze, attirare interessi internazionali e creare valore e occupazione a vantaggio di tutto il territorio.  Molto interessante l’approccio alla dimensione immateriale legata ad un programma di innovazione per migliorare l’operatività e ampliare la territorialità virtuale a Piemonte e Lombardia e la dimensione materiale legata agli obiettivi prioritari di determinare gli spazi e gli investimenti in opere e impianti per dare accesso ai giganti del mare. Una discussione vera e costruttiva sul futuro della nostra città ! Siamo pur sempre gente di mare.   

 

TECNOLOGIA E FUTURO 

Per comprendere meglio l’impatto delle tecnologie sul nostro futuro consigliamo tre libri. Le tecnologie dell’informazione sono ormai invasive nei comportamenti e le abitudini del presente. È necessario cercare di comprendere la dimensione dell’impatto sulla nostra vita sia nella sfera del privato sia nella attività lavorativa. 

Due libri dalla culla della tecnologia – fiction e realtà – per esaminare le dinamiche di gestione della personalizzazione dei contenuti e della formazione dell’opinione pubblica e dei comportamenti sociali.

Un libro italiano strettamente legato alla trasformazione del territorio di Genova.

Dave Eggers IL CERCHIO 

 Un libro di narrativa sulle dinamiche dell’azienda che possiede la più grande mole di dati e informazioni della storia.

Eli Parisier IL FILTRO

  

Un libro sulle dinamiche di personalizzazione dei contenuti e il relativo impatto sulle relazioni sociali e politiche.

Riccardo Varaldo LA NUOVA PARTITA DELL’INNOVAZIONE 

  

Un libro sulla sfida da vincere per indirizzare la trasformazione industriale del nostro territorio.

INNOVAZIONE: LA GRANDE SFIDA DI GENOVA

Ieri sera ho partecipato ad un incontro sul tema dell’innovazione e ho portato la visione e la proposta progettuale del gruppo giovani. innovazione come ecosistema che include novità che spingano al cambiamento totale o parziale di ordinamenti consolidati. Innovazione comprensiva di nuove dinamiche nelle relazioni sociali e organizzative e di nuovi paradigmi tecnologici in grado di consentire un nuovo approccio nelle politiche industriali del territorio. L’economia immateriale (digital, brand, design, marketing, reti retail ett.) da sviluppare in linea con l’eccellenza materiale del territorio. Innovazione come approccio per favorire il rapporto tra grande impresa, piccola e media impresa e centri di ricerca. Diversi indicatori indicano Genova come città in grado di competere sul mercato dellinnovazione : alta scolarizzazione, percentuale di ricercatori su totale lavoratori, spesa in ricerca e sviluppo, pmi innovative, grande impresa leader tecnolgica, eccellenze di ricerca. due proposte chiare: incentivare e accellerare il processo dall’ingegno all’industrializzazione e favorire la cresciimageta delle medie imprese sui mercati internazionali. Come? Allargare il concetto di “fabbrica” alla filiera completa dell’innovazione e dare spazio e occasioni ai giovani nelle imprese e collegare le giovani imprese alle grandi imprese. Iniziare a considerare il mondo una grande occasione. Perché ormai siamo già dentro l’era dell’Innovazione.

I GIOVANI E L’ECONOMIA IN CITTA’

Il cruscotto sull’economia di Genova nell’anno 2014 evidenzia dati oggettivi sui quali è possibile ipotizzare proposte – dalla prospettiva dei giovani imprenditori – per valorizzare i trend positivi, cogliere i segnali di competitività e cercare di invertire la rotta sulle dinamiche negative. Il tutto con la consapevolezza che sia necessario il “fare” rispetto alle analisi e alle strategie.

Fatta la dovuta premessa veniamo ai numeri.

In 10 anni a Genova le imprese attive sono aumentate di circa 2600 unità. Un dato positivo nello scenario complessivo di imprenditorialità del territorio. E’ evidente un lento impoverimento anche numerico delle imprese ma il trend positivo delle società di capitali mostra un altro segnale di un sistema che si sta strutturando per rispondere ad una domanda interna (sempre più debole) e internazionale più complessa e articolata.

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Le imprese femminili del commercio risentono con grande evidenza della crisi. Su questo tema è necessario attivare subito politiche di supporto per favorire una partecipazione maggiore alla imprenditorialità locale come già evidente nel mondo dei servizi. L’imprenditoria giovanile – seppur l’anno risulta stabile – risente di un ecosistema ancora troppo debole. 3672 imprese under 35 (circa 8/9%) è un risultato inferiore alla media nazionale (10/11%).

Su questo tema – cuore delle attività del gruppo giovani – penso sia obbligatorio lanciare l’obiettivo 5000 in tre anni. #noicisiamo